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Le Caratteristiche dell'Oro

Oro: la Carta d'Identità

L'oro puro è un cosidetto materiale incorruttibile ovvero risulta inalterabile, non arrugginisce e resta omogeneo. Bisognerà attendere fino al 1700 perchè venga scoperta la prima miscela in grado di sciogliere l'oro costituita da acido citrico e acido nitrico.

Dove

Attualmente è noto il processo di cianurizzazione, una soluzione di cianuro di sodio e  di potassio, che consente di separare l'oro da altri materiali.

Ottimo conduttore termico ed elettrico fonde a 1.064°C; e con un peso specifico di 19,3 gr/cm3, risulta il metallo più pesante immediatamente dopo ai metalli appartenenti al gruppo del platino.

L'oro si trova ovunque, di norma miscelato a diversi minerali, è presente praticamente in ogni tipo di terreno, incluso il mare, solo che nella maggior parte dei casi il tasso di concentrazione del prezioso metallo è assolutamente irrilevante.

Estratto per lo più in miniera, l'oro che viene trovato non è mai in forma di pepita ma, come abbiamo già accennato, è sempre mescolato ad altri materiali. Poichè è indispensabile rendere l'oro puro al 99.5% per il suo impiego commerciale sono state messe a punto diverse modalità di lavorazione e depurazione del metallo dopo la sua estrazione.

Fra queste citiamo la "levigazione", mediante la frantumazione di quanto estratto e un lavaggio sotto getti d'acqua molto potenti che aiutano a separare i diversi materiali fra di loro; "la cianurazione", cui abbiamo già accennnato che prevede l'impiego di cianuro alcalino per separare l'oro da altri materiali; "l'amalmagazione" che prevede una macinazione sottilissima del materiale ed un successivo trattamento con il mercurio; il mercurio crea un amalgama con l'oro che distillata consente l'estrazione del metallo; ed infine "l'affinazione" che prevede l'impiego di sostanze quali acido solforico, acido nitrico e cloro che consentono di separare l'oro da sostanze da esso differenti.

Dunque dopo essere stato estratto e successivamente essere stato sottoposto ai procedimenti che consentono di ricavare il metallo puro, l'oro può essere impiegato.

Ma l'oro puro di per sè è un metallo piuttosto tenero ed è per questo che non vengono mai realizzati monili di solo oro che andrebbero inevitabilmente incontro ad una rapida usura, ma si scegono sempre altri metalli che in lega con esso garantiscano la solidità e la durata della creazione.

Le leghe con l'oro sono realizzabili con diversi metalli, l'argento,  il rame e il palladio, sono i più comuni ma anche l'alluminio e il cobalto; le quantità dei metalli che compongono la lega non solo ne decidono la valutazione economica, ma a seconda dei dosaggi impiegati, consentono di ottenere variazioni di colore e sfumature particolari rispetto al colore originario, facciamo qualche esempio: l'oro rosa che si ottiene da una lega contenete oro, molto rame e poco argento; oppure l'oro rosso risultante da una lega di oro e rame; l'oro bianco con l'aggiunta del palladio; l'oro lilla da una lega con l'alluminio e l'oro blu da una lega con oro e cobalto.

La proporzione o rapporto fra la quantità di oro presente nella lega e la quantità dell'altro metallo impiegato, in gergo viene chiamato "titolo".

Il titolo esprime in millesimi per grammo la quantità di oro presente nella lega; il "carato" è un unità di misura che equivale a  41.6 millesimi di grammo di oro presente nella lega.

Il titolo di più largo utilizzo nella produzione orafa è quello a 18 carati ma si danno diversi tipi di caratura più o meno leggera rispetto a quella citata (8,12,14,18,22,24 carati). Secondo la legge colui che produce dei manufatti in oro è tenuto ad apporre un particolare punzone su ciascun pezzo realizzato che ne specifica il titolo della lega.

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